About me

Questo spazio nasce con l'intenzione di condividere due mie grandi passioni: leggere e scrivere.
Qui troverete le recensioni dei libri che il destino mette sul mio cammino, quelli che scelgo per istinto in libreria o che mi sono stati consigliati.
Che siano classici o novità non ha importanza, l'importante è mantenere vivo l'amore per la lettura.
In più ogni tanto troverete le mie annotazioni, il mio punto di vista su ciò che mi circonda, ciò che coglie il mio sguardo sul mondo, come fosse un piccolo diario.
Il mio nome è Anna e vi do il benvenuto nel mio grande mondo!

Anna Crisci è nata a Firenze nel 1967, dove vive tuttora.
Autrice di commedie teatrali, scrive recensioni e
consigli di lettura sul sito Firenze Formato Famiglia e gestisce questo blog che è anche pagina Facebook dove tratta,
tra l'altro, di libri e spettacoli teatrali. Con il gruppo
ConsapevolMente si occupa di organizzare eventi per promuovere la figura femminile e la difesa della donna.
Nel 2017 ha partecipato con due
racconti all'antologia tutta al femminile “Squilibri”, edita
dalla Porto Seguro e ha pubblicato il suo primo romanzo "La lista di Clelia" anch'esso edito da Porto Seguro.



giovedì 14 dicembre 2017

"Una vita come tante" di Hanya Yanagihara - Ed. Sellerio

Ormai ci accingiamo alla fine di questo 2017 e mi sento di poter proclamare, per quel che mi riguarda, il libro più bello dell'anno.
"Una vita come tante" (titolo originale Little life) dell'autrice statunitense Hanya Yanagihara, ha il sapore del romanzo ottocentesco, ma moderno. 
A tratti crudele, quasi insopportabile, a tratti invece tenero e dolce.
Sono 1090 pagine di cui non ho avuto la tentazione di saltare nemmeno un rigo.
L'autrice ha una scrittura così limpida e perfetta da far innamorare dei suoi personaggi e della loro storia.
Ambientato quasi tutto a New York, vivrete in prima persona la vita di un gruppo di amici che hanno imparato ad amarsi e conoscersi fin dai tempi del college. Li amerete tutti, uno ad uno.
Il protagonista è Jude e, quando chiuderete l'ultima pagina, avrete la tentazione di trattenerlo con voi perché a Jude è impossibile non voler bene.
Il mio consiglio è di non temere la quantità di pagine perché credetemi, alla fine vi mancheranno.


Hanya Yanagihara, è nata a Los Angeles nel '74 ha scritto anche The people in the Trees (2013) 





mercoledì 8 novembre 2017

"La ventiquattrore" di Maurizio Castellani - Ed. Kimerik

Può un geometra trasformarsi in albergatore?
Seconda domanda: può un geometra che si è trasformato in albergatore, trasformarsi anche in detective?
Le risposte a questi due quesiti le avrete leggendo "La ventiquattrore" di Maurizio Castellani.

Esilarante, ironico e senza dubbio duttile, l'ormai ex geometra Marco Vincenti ci catapulta, insieme ai cambiamenti della sua vita, nella provincia pisana.
Catturando la nostra attenzione, ci guiderà verso la soluzione di un caso di omicidio, senza risparmiare al lettore il pensiero maschile che non è poi così distante da come ce lo immaginiamo noi donne...
Fra personaggi disegnati con tratti precisi, degni di un vero geometra, soprannomi azzeccati, qualche ricettina gustosa e situazioni così reali da apparire inverosimili, la caccia all'assassino è aperta.

Chi ha ucciso il Fantozzi che occupava la stanza 106? E cosa contiene la sua ventiquattrore?

Attendiamo con piacere le prossime avventure di questo simpatico e nuovo detective casalingo.




sabato 4 novembre 2017

Vi racconto una storia...

Qualche giorno fa vi ho promesso che avrei raccontato una storia, amando mantenere le promesse ed essendo la mia natura quella di una narratrice eccola qua...
Si tratta di una storia che ha a che fare con i desideri e una serie di fortunati eventi accadutami in questi ultimi mesi.
A febbraio ho compiuto 50 anni... eh si lo ammetto, sono una Pesci in piena regola. 
Al momento di spegnere le candeline, ho espresso un desiderio: forte, voluto, agognato. Insomma un vero e proprio desiderio, come quelli che si esprimono guardando la luna quando è piena oppure rincorrendo una stella che cade.
Forse, il fatto di aver espresso il desiderio davanti a candeline così importanti, è stato solo un caso, un piccolo particolare non determinante, ma a me piace pensare che ci sia un alone di magia dietro ogni avvenimento che accade nella nostra vita. 
Non è forse magia la vita stessa?
Due giorni dopo aver spedito nell'etere il mio desiderio, sono stata convocata per partecipare a un'antologia di racconti al femminile che mi ha dato l'occasione di conoscere altre scrittrici e collaborare con loro. Così è venuta alla luce l'antologia "Squilibri" pubblicata dalla Porto Seguro e che uscirà nei prossimi giorni.





Mentre la stesura dei racconti per l'antologia andava avanti, ho avuto modo di tirar fuori dal cassetto, dove attendeva come ogni sogno che si rispetti, il mio romanzo per affidarlo al suo destino.
Oggi, il figlio che è uscito di casa per cercare la propria indipendenza, è riuscito a realizzare quel mio desiderio, espresso con l'ingenuità di quando avevo sei anni, donandomi, non solo la felicità di una madre orgogliosa, anche l'emozione più simile all'amore che io conosca: la gratificazione di sé.
Il 9 novembre potrò finalmente toccare con mano la mia creatura e spero che voi possiate accoglierla con me. Nel frattempo l'emozione sale...



giovedì 2 novembre 2017

Due chiacchiere con gli autori: Anna Maria Falchi

Penso che leggere sia una delle esperienze più belle che si possa fare e spesso, quando si chiude un libro, viene la voglia di poter dialogare con l’autore, proprio per questo motivo quando ne ho l’opportunità  chiedo sempre che mi sia rilasciata un’intervista.
Questa volta ho avuto l’occasione di poter scambiare due chiacchiere con la scrittrice Anna Maria Falchi, autrice per Guanda di due libri: “L’isola delle lepri” e “La spiaggia di quarzo”.


Anna, cosa significa per te scrivere?

- Significa inventarmi ogni volta un mondo parallelo, attraverso il quale veder scorrere parte della mia vita, allontanare le paure, ripescare i ricordi, scavare nell'animo fino a scoprirmi più leggera.
Quali sono i modi in cui sviluppi il tuo processo creativo?

- Non ho un metodo, o almeno non credo. Quando sento di avere qualcosa da raccontare mi siedo davanti al computer e scrivo. Scrivo velocemente per arrivare alla fine prima possibile, per giorni non penso ad altro se non alla storia che voglio raccontare, a come svilupparla, a come portarla avanti. Non vedo l'ora di liberarmi di tutti gli impegni quotidiani per tornare sul testo, lavorarci.
Quando poi arrivo in fondo inizio la rilettura, più volte intervengo sul testo, ripulisco, levigo, rivedo alcune parti. Il momento più difficile arriva quando devo chiudere la storia. Non riesco mai a trovare un finale apprezzabile fin da subito, perché le storie difficilmente finiscono e basta, da ogni finale potrebbero nascerne altri e altri ancora e decidere di porre una fine drastica mi agita.

Come riesci combinare il tuo rapporto privato come scrittrice davanti al foglio bianco con quello della scrittrice in pubblico alle presentazioni dei tuoi libri?

- Davanti al foglio mi sento più disinvolta, non mi fa paura. So di poterlo 'imbrattare' come voglio, mi prendo le pause di cui ho bisogno, mi fermo e vado avanti come e quando lo desidero. In pubblico diventa tutto più difficile, i tempi sono dettati dalla presentazione, non posso divagare, perdermi e ritrovarmi come invece faccio mentre scrivo. E poi il pubblico mi agita. Quando scrivo sono sola, io e il foglio davanti a me, non ho fretta, non ho timore di usare la parola sbagliata al momento sbagliato, so che posso tornarci sopra e riflettere. Quando ho un pubblico davanti la situazione cambia, è tutto più immediato, diretto. Mi emoziono facilmente. Inoltre non amo parlare dei miei romanzi, una volta scritti preferisco ascoltare cosa ne pensano gli altri, i lettori, sapere se sono riusciti a provare emozioni simili a quelle che ho provato io durante la stesura.
Che tipo di rapporto hai con le tue opere durante e dopo la stesura?

- Durante la stesura leggo il testo  un'infinità di volte e in tempi diversi. Lasciar scorrere il tempo  prima di una seconda lettura mi aiuta a prendere la giusta distanza dalla storia, mi sento meno coinvolta e quindi più obiettiva, taglio e cucio senza troppi ripensamenti.
Quando il romanzo  è finito, quando ha superato la correzione di bozze ed è pronto per la stampa... beh, a quel punto aspetto la copia da inserire tra le altre nella libreria e non lo leggo più. So che, essendo trascorsi alcuni mesi dall'ultima correzione, potrei scovare parti che preferirei cambiare e, non potendo più  farlo, ci rimarrei male.
Cosa pensi della crisi dell'editoria, vedi la luce alla fine del tunnel?

- Deve esserci per forza, non si può vivere senza libri. Voglio essere ottimista, almeno questa volta.
Quali generi di letture ti piacciono e qual'é l'ultimo libro che hai letto?

-  Mi piace spaziare, leggo davvero di tutto. Amo i romanzi che scavano nell'animo umano fino a scoprire ferite profonde. Non amo particolarmente il fantasy, aspetto una storia scritta veramente bene e che mi possa entusiasmare. Fra gli ultimi libri che ho letto c’è “Lo stesso vento” di Valerio Aiolli, un bravissimo autore fiorentino. È un gran bel libro del quale sto consigliando la lettura, in genere consiglio soltanto libri che ho letto e che mi sono piaciuti.


Parla del tuo libri e spiega ai lettori perché dovrebbero leggerli 
- Ho scritto due romanzi, “L'isola del- Ho scritto due romanzi, “L'isola delle lepri” e “La spiaggia di quarzo”, editi da Guanda. Sono molto diversi tra loro, il primo è una storia familiare, un romanzo di formazione,  mentre il secondo  lo definirei un romanzo di educazione sentimentale. Ma in tutti emerge un filo conduttore comune, legato alla memoria, al ricordo. A me piace entrare e uscire dal passato, calarlo nel presente per poi allontanarlo. Il passato è parte di noi, non possiamo farne a meno, ci ha forgiato nel bene e nel male e ce lo trasciniamo dietro per tutta la vita, influenza le nostre scelte, le nostre decisioni, le nostre emozioni.

Ho scritto anche alcuni racconti per il “Decameron 2013”, un'antologia curata da Marco Vichi.
Ho scritto un racconto per Scritto nella memoria, un'altra antologia curata da Vichi per Guanda Editore. Anche in questo la storia è legata a un ricordo familiare.
Per Leonardo Edizioni ho scritto “La cripta svelata”, un breve racconto ambientato nella Cripta di Santa Reparata a Firenze, e che fa parte della collana “Narrare humanum est”, ideata da Marco Vichi e dallo storico dell'arte Sergio Risaliti. È un'idea molto bella, più autori si sono cimentati nella scrittura di storie brevi ambientate in luoghi di importanza storica e artistica della città, per avvicinare il pubblico alle opere d'arte anche attraverso la narrazione.
 Spiegare ai lettori perché dovrebbero leggermi è difficilissimo, per una come me quasi impossibile. Posso dire che il mio lettore preferito è colui che si avvicina alla lettura senza pregiudizi, che ama i salti temporali, immergersi nella vita dei protagonisti quasi fosse la sua.

Nelle tue storie il punto di vista è al femminile, si tratta di una scelta casuale? Hai mai pensato di cimentarti con un protagonista maschile?
- In molti miei racconti è una scelta casuale, faccio  parlare le emozioni e farlo attraverso  un personaggio femminile mi viene spontaneo. Ho lavorato di recente a un racconto lungo, in questo caso ho deciso di cambiare, scegliendo una voce narrante al maschile. È stata un'esperienza sfidante.
Stai lavorando a qualcosa di nuovo?
 - Non smetto mai di scrivere, non sempre lo faccio con l'intento di far leggere o di  pubblicare, pertanto posso dire che lavoro sempre a 'qualcosa di nuovo', almeno per me.
Come vivi la figura dell'editor?
-  Per ora benissimo. Ho avuto il privilegio di lavorare con un editor eccezionale, una donna dolcissima, preparata, attenta.
Ho lavorato bene con lei, mi ha dato sicurezza, mi ha aiutato a crescere, a migliorare, i suoi consigli sono sempre risultati preziosi.
Cosa consiglieresti a un novello scrittore?
-  Nonostante l'età mi considero anche io un 'novello scrittore', non so se sarò in grado di dare consigli.
Posso consigliare di non demordere mai, questo sì, e di non cadere nella tentazione delle pubblicazioni facili. A volte un testo che ci sembra perfetto necessita di una rilettura, di un consiglio. Non dobbiamo peccare di presunzione, ma rimanere umili. 
Pensi che sia difficoltoso ancora oggi per una donna farsi spazio nel mondo della scrittura?

- Oggi voglio pensare positivo a tutti i costi. La scrittura non ha differenze di genere, io questo voglio proprio crederlo.
Se una storia è bella, ben raccontata, scritta con cura e attenzione, se suscita emozioni, allora  sarà lei a farsi spazio nel mondo editoriale.



ANNA MARIA FALCHI
Nasce a Firenze nel 1967. All’età di un anno si trasferisce con la famiglia in Sardegna, a Solanas, piccola frazione di Cabras, nella provincia di Oristano, dove vive infanzia e adolescenza. Nel 1988 lascia l’isola per tornare a Firenze, dove attualmente risiede.

lunedì 16 ottobre 2017

"25 piccole storie perverse" di Chiara Novelli - Ed. Porto Seguro

Si può parlare di ossessioni sessuali, parafilie, personalità deviate, mantenendo classe e raffinatezza?

La risposta è si, se a raccontare è Chiara Novelli, scrittrice, poetessa e pittrice fiorentina dalle doti descrittive innate.

Con la sua scrittura pulita, limpida e leggera, vi accompagnerà in un viaggio attraverso mondi sconosciuti e quando chiuderete il libro, dopo aver letto l'ultima pagina, non potrete fare a meno di chiedervi se avete solo sognato.

Da leggere se siete in cerca di emozioni nuove e se non temete l'ignoto.






martedì 18 aprile 2017

"Un insolito grigio" di Massimiliano Di Saba - Ed. Giovane Holden

Di norma, prima leggo i libri e poi, se sono fortunata, mi capita di conoscere gli autori, questa volta è successo il contrario.
Massimiliano Di Saba mi ha consegnato il suo "Un insolito grigio", così come si affida il proprio figlio a una nuova baby sitter e con molta curiosità l'ho letto.

Come l'autore stesso lo definisce, si tratta di "una storia semplice, vera. Perché tutte le storie sono vere".
Quella che ci racconta lascia l'amaro in bocca, come spesso avviene quando si scava nel passato, sopratutto se quel passato non siamo stati noi a gestirlo, ma lo hanno fatto gli altri per noi.
Così capita che il protagonista, Fabrizio Giuliani, a sessant'anni decida, per fare un passo avanti, di tornare indietro. Solo in questo modo scoprirà i fatti che poi hanno determinato la sua vita e le sue scelte. Complice il suo gatto che in segreto muove le pedine della scacchiera.

Un libro breve che invoglia alla lettura e di cui ringrazio l'autore di avermene fatto dono.
Coraggio Massimiliano, aspettiamo altre storie "semplici", ma vere.
E, naturalmente, non perdete di vista il gatto...

giovedì 16 marzo 2017

"Il giunco mormorante" di Nina Berberova Ed. Adelphi

Capita a volte di provare nei confronti della lettura, sebbene sia una grande passione, una certa stanchezza. 
Una forma di insofferenza che tiene distanti dall'inizio di un nuovo libro.
Questo è quel che è accaduto a me in questi ultimi tempi fino a che, tramite una cara amica, il libro giusto non è venuto a bussare alla mia porta.


Piccolo, breve eppure denso di significato, "Il giunco mormorante" di Nina Berberova, è veramente un dono..
Un piccolo scrigno dove è  racchiuso più di un messaggio.


"Se permettiamo a qualcuno di organizzare la nostra no man's land, alla fine, secondo logica, arriveranno a rinchiuderti in una lussuosa camera di un lussuoso albergo, e bruceranno i tuoi libri, e allontaneranno da te tutti quelli che ami. Basta cedere una volta - e non ci saranno più limiti, e tutto ti verrà tolto.... Dove saranno allora mistero e libertà? Le due guardie, l'inquirente, il giudice - tutti si installeranno sul tuo pezzetto di terra"

Settantanove piccole pagine colme di poesia, adatto anche ai più pigri.